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Il Teatro Sociale di Pescara presenta 'Kaleido, il Circo delle Donne'
Casoli, 28 Luglio 2013, ore 21:00, Teatro Comunale

Il Teatro Sociale di Pescara presenta 'Kaleido, il Circo delle Donne'

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- Testo e Regia di Michele Di Mauro
- Musiche di Alberto Grosso
- Grafica di Giorgia Starinieri
- Costumi a cura del TSP
- Assistente alla regia: Massimo Leone
- Supervisione Artistica: Federica Vicino
 - Attori: Carlo Elpidio (Zampanò), Irene Marchetta (La Donna Cannone), Valentina Papagna (La funambola), Giulia Cipollone (La sposa barbuta), Lina Bartolozzi (La domatrice di ricordi amari), Giorgia Starinieri (La donna pagliaccio), Davide Clivio (l'ammaestratore di donne), Massimo Leone (il metamorfo) Rita de Bonis (la slava), Nicky De Chiara (il nano forzuto), Federica Iacovone (la donna immigrata), Rossella Remigio (la ballerina di Carillon) e Alberto Grosso (il clown triste).

Signori e Signore, Kaleido: il circo delle donne. Solo donne, signori! Donne orgogliose, donne tristi, donne ferite, donne stanche, donne in carriera, donne pagliaccio, con il ghigno di chi soffre dietro la maschera. E poi ci sono le giocoliere e le acrobate. La zingara che traccia le linee dell’animo, una volta prostituta a buon prezzo, signori…. Le ballerine ed il nano! E la domatrice! La soubrette e l’attrice! La dama cannone e la sposa barbuta. Sole donne, signori, in questo circo solo donne. Luci e ombre. Una creatura… mille sfumature….Vi immergerete in un caleidoscopio vertiginoso!

E’ questo l’annuncio iniziale del demoniaco Zampanò, il direttore del Circo, il burattinaio che tutto muove!
Kaleido è un circo o forse sarebbe meglio definirlo un carrozzone, che porta in giro, sera dopo sera, spettacolo dopo spettacolo, i suoi fenomeni da esporre. Zampanò, il mefistofelico direttore del circo, gode nel poter vantare questi esemplari “non rari”, queste rappresentanti di un intero genere. Un genere che, come sostiene il Maraja, “si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l’altra metà non fa nulla!”. E così sfilano davanti al pubblico, avido di emozioni, la lesbica che rivendica la sua “normalità”, l’attrice che ha visto svanire la propria bellezza, la donna in continuo equilibrio tra carriera e famiglia, la ballerina di carillon che nasconde un terribile segreto, la donna cannone che odia la “paralisi” della vita quotidiana, il maraja e le sue mille donne ammaestrate e lei, la donna pagliaccio, che fa volteggiare in aria le sue palline colorate, vittima dell’inganno del maraja, e il metamorfo, un essere al bivio, tra uomo e donna, e la slava, una volta puttana e oggi…. ed il nano forzuto….e Jamila che viene dal sud del mondo e Albert, il clown triste, il musicista che amalgama il tutto con le sue melodie da menestrello.
Donne signori, solo donne….perchè tutte le donne felici si assomigliano, ogni donna infelice è infelice a modo suo”.

E’ forte l’ispirazione alla visione Felliniana del mondo, in particolare stavolta si parla del mondo femminile. Il grande Maestro, infatti trasformava il mondo in un circo e le persone in circensi.
Kaleido è un luogo immaginario, è l’espiazione mai raggiunta, ma ripercorsa ad ogni replica. Kaleido è la metafora della via di fuga di queste donne dalla propria gabbia, da quella gabbia che la vita ha imposto loro.
A che prezzo?
Il prezzo lo fissa Zampanò!

Inserito da Redazione il 24/07/2013 alle ore 20:16:43 - sez. Spettacoli - visite: 4385