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Casoli: più impegno politico per i siti archeologici

Il finanziamento in questione

Valorizzare i nostri beni culturali è essenziale per migliorare l'avvenire del nostro paese

di Maria C. Ricci

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Fig. 1 - delimitazione della zona di rispetto archeologico individuata sui fogli di mappa catastale nel 1977 dalla Soprintendenza Archeologica. 

Fig. 2 -  la sovrapposizione del rilievo della città di Cluviae (effettuato nel 1967) con la delimitazione dell'area sul catastale (efefttuata nel 1977), evidenzia la posizione della necropoli  fuori dell'area perimetrata.

Fig. 3 - stralcio del vigente PRG in Piano Laroma con la zona di rispetto archeologico e le circostanti aree edificabili. 

"Museo archeologico a Casoli. L'antica Cluviae troverà spazio nel Castello Ducale". Con questo titolo, un articolo pubblicato su "il Centro" del 30-11-2001, rendeva noto l'idea dei funzionari della  Sovrintendenza Archeologica di Chieti (con a capo la dottoressa Sandra Lapenna) sulla realizzare di un museo archeologico con i reperti dell'antica città di Cluviae. La proposta della realizzazione del museo nel Castello Ducale, era nata nell'ambito di un progetto elaborato dalla soprintendenza e già finanziato per 900 milioni di vecchie lire, da destinare alla campagna di scavi in contrada Piano Laroma.  In particolare, il finanziamento in questione, era relativo ad uno Studio di Fattibilità effettuato dalla Soprintendenza, per la valorizzazione della zona archeologica di Cluviae. Sembrerebbe che, a causa dei cambiamenti politici che si sono susseguiti in ambito regionale, provinciale e statale (politiche 2001), il riparto dei finanziamenti, siano stati riorganizzati per regione e quindi dirottati, su altri interventi nell'ambito delle risorse delle aree depresse. In poche parole, i 900 milioni sono volati via, proprio come i 3 miliardi che avremmo dovuto avere per il parco archeologico anni fa.  Peccato, perchè Piano Laroma, oltre ad avere un'area archeologica vasta e ancora tutta da scoprire, è anche ricco di reperti localizzati fuori dell'area di rispetto archeologico, in prossimità delle zone dove sono state individuate le necropoli e dove oggi sorgono anche abitazioni, capannoni ed altri fabbricati produttivi o rurali.  

Casoli ha urgentemente bisogno di un regolamento specifico (o meglio ancora di un Piano), finalizzato a salvaguardare sotto l'aspetto archeologico, paesaggistico ed architettonico, anche la fascia intorno all'antica città di Cluviae. In poche parole, l'Ufficio Tecnico (soprattutto ora che non tutti i progetti vengono sottoposti al parere della Commissione Edilizia), dovrebbe avvalersi di una Normativa Tecnica contenente indicazioni sulle caratteristiche dei manufatti da edificare o da ristrutturare in quella zona, ed anche sulle piccole attività edilizie (recinzioni, pavimentazioni, ecc..) perchè le N.T.A dell'attuale PRG per le zone agricole e le altre aree edificabili vicino alla zona archeologica, non sono sufficienti ad evitare eventuali obbrobri. L'amministrazione, dovrebbe anche richiedere una valutazione di incidenza ambientale in caso di interventi edilizi di una certa rilevanza (manufatti produttivi, depositi ecc..) e l'attività di controllo, dovrebbe essere coordinata da una efficiente vigilanza delle attività edilizie in corso. Evitare che delle tombe vengano distrutte e depredate durante dei lavori di sbancamento e far sì che in quella zona venga garantita un’adeguata coerenza architettonica degli edifici al paesaggio circostante ed alla zona archeologica stessa, è cosa fattibile ed estremamente facile, basta solo un po' più di volontà politica, quella che da sempre è mancata e continua a mancare anche oggi per quest'area. E' assolutamente inconcepibile per esempio, costruire capannoni  prefabbricati nelle vicinanze dell'area archeologica ed in prossimità della necropoli. 

E' inutile ribadire che Casoli, ha anche bisogno di un Museo Archeologico, non solo per custodire ed esporre i  reperti  rinvenuti in passato e quelli che verranno alla luce in futuro a Cluviae, ma anche per creare un centro culturale che interagisca  con tutte le attività, i ritrovamenti e le fonti storiche, inerenti le altre zone di interesse storico e archeologico sparse sul nostro territorio. Per le citate attività culturali, quale miglior sede se non il Castello Ducale?

Inserito da Carmen il 18/05/2006 alle ore 22:36:44 - sez. Archeologia - visite: 8113