Il Prof. Pasquale Salvucci è nato ad Ortona il 5
Agosto del 1924. Si trasferisce a Casoli insieme alla famiglia nel 1933, dove
risiede fino al 1951. Dopo aver conseguito il diploma di maturità a Lanciano,
nel 1945 si iscrive alla facoltà di Pedagogia dell'Università degli Studi di
Urbino, dove si laurea nel 1950, discutendo con il Prof. Arturo Massolo la tesi
"Memoria e tempo in Plotino", conseguendo il punteggio di 110 e lode e dignità
di stampa. Nella stessa Università, inizia la ricca produzione intellettuale del
filosofo, testimoniata dalle numerose pubblicazioni e dalla prestigiosa carriera
accademica presso la Facoltà di Magistero dove, da professore Ordinario di
Storia, diventa anche Preside della stessa Facoltà. A Urbino, incontrò la
compagna della sua vita e vide nascere il loro figlio, tuttavia, rimase
profondamente legato alla sua terra, dove faceva spesso ritorno.
Salvucci, è annoverato tra i più grandi studiosi della
storia della filosofia, per l'intenso studio e la produzione di libri
sull'idealismo classico tedesco (Kant, Fichte, Schelling e Hegel), sul pensiero
francese del Settecento (Condillac) e sul pensiero filosofico e politico del
Settecento scozzese (Adam Smith e Adam Ferguson ). Per questa sua vasta
produzione bibliografica e per la rilevante attività accademica, Salvucci ha
ricevuto numerose onorificenze. Tra queste, la medaglia d'oro con diploma di
prima classe per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte,
conferitagli nel 1981 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e
l'onorificenza di "Cavaliere di Gran Croce al Merito" conferitagli dal
Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1933 (la più alta
onorificenza dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana").
Notevole è stata anche la carriera politica percorsa nelle file del Partito
Comunista Italiano, durante la quale, ha ricoperto l'incarico di Membro della
Commissione Pubblica Istruzione ed è stato eletto per due volte (dal 1976 al
1983) Senatore della Repubblica.
Pasquale Salvucci, si è spento ad Urbino il 27
Novembre del 1996, nello stesso anno, viene pubblicato il volume "Studi in onore
di Pasquale Salvucci" a cura di Pasquale Venditti (Urbino 1996). Così lo
ricorda il filosofo Aldo Masullo in un testo tratto dalla lezione pubblica
pronunciata, il 13 marzo 1997 all’Università di Urbino (e pubblicata sul
periodico "L'Arco in Cielo"), tenuta in memoria dell’amico e collega Pasquale
Salvucci: « Risuona ancora nella mia mente la risata di Pasquale, il suo
generoso prorompere nel bel mezzo di un conversevole incontro, accompagnando la
folgorante stroncatura di un arzigogolato filosofema o la sgonfiatura
bonariamente pungente di una boria presuntuosa, o la spiazzante moralità di una
barzelletta (…) La genuina solarità dell’intelligente allegria fugava le pavide
ombre della furbizia. Ma la pubblica, democratica, risata di Salvucci ben
custodiva dentro di sé, difeso dalla impenetrabilità di un intransigente pudore,
il duro nocciolo della solitaria privatezza della coscienza. Tanto che (…) in un
filosofo vero come Salvucci la democratica schiettezza dell’allegria traeva
origine e alimento continuo da quella profondità della coscienza che, solitaria,
mai venendo meno alla sua fedeltà verso la ragione critica, mai si distrae da
sé, dalla non delebile né declinabile responsabilità del trovarsi ad esistere.
Dalla tristezza per l’amico morto non possiamo liberarci. Ma dobbiamo
reintegrare l’immagine della sua umanità, riportando al centro di essa, in piena
luce, quasi epigrafe memoriale della sua biografia, e nostro estremo legame con
lui, il senso profondo della sua vita, il solitario coraggio della sua
filosofica allegria. »